Le cose che mi sono venute in mente, di getto, guardando le fotografie di Paolo sono le formazioni stellari, la sintesi degli elementi, la materia oscura e … Leopardi. La galassia nella quale viviamo è una galassia a spirale, probabilmente barrata e che ospita al suo centro un buco nero supermassiccio. Nell’universo osservabile sono presenti probabilmente 100 miliardi di galassie. Solo la nostra galassia contiene un numero di stelle tra 100 e 300 miliardi. Le stelle si formando per il collasso gravitazione di una nube molecolare. E dove nascono le stelle si formano anche i sistemi planetari che possono ospitare la vita (almeno come noi la conosciamo). Possiamo quindi affermare che noi siamo, in una qualche maniera, figli delle stelle. Le galassie che noi vediamo sono solo una piccola frazione; la grande maggioranza di ciò che esiste è a noi del tutto oscuro. Questa vicinanza (estrema) tra l’astrofisica e la vita è magnificamente colta da Giacomo Leopardi, che giovanissimo scrisse una prodigiosa “Storia dell’astronomia” e in seguito "L'infinito". Così, mi dispongo di fronte a queste fotografie e mi sembra di ascoltare i versi del poeta:


«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.»

 

Pino Malaguti

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Paolo Farina in queste immagini ha saputo guardare oltre i soggetti fotografati scoprendo e proiettando la mente di chi li guarda verso luoghi fantastici, colorati, quasi celestiali. Questa è la sensazione che ho avuto guardando le sue immagini.

Elio Rebecchi

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Una stella dimenticata… un sogno… un vortice… una galassia… la luna d’estate… la soglia del fare…
Paolo è riuscito a coinvolgermi in un viaggio di colori in movimento, in situazioni estemporanee mai del tutto definite, in posti  che non hanno ne un inizio ne una fine e mi portano ad immaginare cosa potrebbe esserci dopo…  L’infinito dove le cose non nascono e non muoiono ma vivono!  
E’ sempre emozionante scoprire quali sensibilità si nascondono nelle persone che vediamo nella quotidianità e che crediamo di conoscere …

 

Serena Fini

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L’effetto fotografico del “panning” è quello in cui un soggetto in movimento appare nitido su uno sfondo mosso. Nell’effetto del “mosso”, viceversa, è nitido lo sfondo, mentre il soggetto che si muove non lo è. Entrambe le tecniche sono utilizzate in fotografia per dare evidenza al moto, nel riferimento in cui esso è definito.

Nella ricerca di Paolo Farina il soggetto è il movimento stesso: un movimento libero, astratto e incondizionato. Non c’è un sistema di riferimento rispetto a cui considerarlo e non ci sono stelle fisse. Le stelle presenti sono invece punti di fuga, che introducono l’infinito per essere dimenticati e sublimati nel sogno. Punti vuoti, colorati e senza inerzia, elementi di galassie senza peso, in armonia con il tempo che proprio il movimento definisce.

Renato Ghisellini

 

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Frutto di casualità o di studio? Nulla mi dice che possano essere riproducibili, sembrano quindi uniche. A volte suscitano gioia a volte angoscia, ma mai indifferenza.

Mauro Navarra

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