Scorrono le immagini, visioni create e composte da Paolo in un susseguirsi morbido e fluido, ti avvolgono e trascinano con loro. E si vola senza peso su oceani fantastici, attraversando onde e spirali, sottili rivoli d’acqua. Ti portano in grotte profonde che inquietano, ma risali in un turbinio di girandola e ti abbandoni su spiagge di sabbie dorate. Con timore ti senti cadere ancora in spazi infiniti e girare vorticosamente su giostre impazzite. Ma poi un vento fresco e lieve ti solleva dolcemente e sai di essere salvo, su nuvole colorate e leggere, di acquerello, che si dissolvono subito in filamenti di bambagia ...


Il mondo poetico di Paolo non è geloso di sé, ti lascia assaporare questo piacere sottile, la magia di questo viaggio chimerico che dai nostri occhi arriva alla nostra anima in un attimo soltanto.


E’ un amoroso conforto alle paure di sempre, come un sogno catartico.


Se è vero che, come le parole di Roland Barthes  suggeriscono, “Scrivere significa prendere la verità obliquamente”, allora anche questo volo pindarico di visioni, accompagnato da parole allusive e velate,  diventa metafora delle nostre emozioni e ci accompagna alla verità nascosta nel profondo di ognuno di noi.

Flavia Franceschini